Nonostante i moderni utilizzi di farmaci narcotici ed anestesie, garanti in certo senso dell’assenza di sensibilità delle areeoggetto delle operazioni, le suddette fobie persistono ancora, e sembrano non voler cedere il passo alla tranquillità nelle menti dei pazienti. Laddove gli interventi medici risultino particolarmente delicati e pericolosi, nei casi quindi in cui la sopravvivenza stessa non è da considerarsi scontata per via della grave compromissione dello stato di salute, le paure sono naturalmente giustificate e non tacciabili di assenza di senso reale. Eppure esistono anche operazioni poco invasive, atte a correggere malfunzioni organiche leggere o comunque non fatali, che scontano la serie di pregiudizi dannosi e incomprensibili.

Tali pregiudizi non sono altro che un retaggio del passato, che non tiene conto degli sviluppi delle tecniche curative raggiunti nel corso degli anni. Sviluppi importanti, tesi a rendere gli interventi più brevi ed efficaci.
Prendiamo in esame il delicato fenomeno del parto: l’assistenza offerta oggi dalle strutture ospedaliere esula da quella offerta dalle nutrici di inizio secolo e dalla consuetudine di far nascere i bambini all’interno delle case private, in condizioni igieniche discutibili e senza nessuna integrazione di anestesie per le partorienti. Rispetto al passato i dolori provocati da un parto non si sono modificati affatto, ma si è modificata e sviluppata l’efficacia della narcotizzazione delle donne.
Le paure che circondano la professione medica sono spesso la prima causa di incuranza verso sintomi e fastidi avvertiti dai pazienti, i quali mancheranno di recarsi negli ambulatori per sottoporsi alle normali visite di controllo. Il risultato non può che essere l’aggravarsi dei sintomi e la degenerazione delle malattie.

La categoria medica che più ha a che fare con questo particolare fenomeno è certamente quella Odontoiatrica.

Quanti infatti si sottopongono regolarmente a visite di controllo odontoiatrico anche solo per monitorare le condizioni generali della propria salute orale? Quanti non provano un senso di spavento soltanto al pensiero degli strumenti del dentista, come le frese, gli aghi, le pinze e i trapani?

Spesso si aspetta che il dolore diventi davvero insopportabile prima di recarsi da uno specialista, quando ormai la situazioni potrebbe essere diventata davvero grave. Soprattutto nell’età infantile il rifiuto delle cure odontoiatriche sembra manifestarsi con grande forza, creando stereotipi del rapporto “dentista – carnefice” e “piccolo paziente discolo”, che le prova tutte per evitare il suo destino. In effetti non esiste un dentista per i bambini, poiché ogni buon odontoiatra deve conoscere profondamente tutte le caratteristiche del cavo orale, dal suo primo sviluppo.

Esiste però la Pedodonzia, impossibile da definire specializzazione dell’Odontoiatria, ma riconducibile ad alcune disposizioni caratteriali dei medici che scelgono di mettere la propria esperienza al servizio dei piccoli pazienti. Approcciarsi al mondo dell’infanzia vuol dire sentire dentro di se le capacità necessarie a creare rapporti di fiducia intensi con i bambini.

La pazienza, la gentilezza, la simpatia, sono caratteristiche necessarie per il raggiungimento dello scopo. Il buon Pedodonzista deve riuscire a far breccia nell’animo del suo paziente, proprio per evitare l’insorgere delle paure di cui si parlava in precedenza. Tutti ricorderanno la cesta di doni che solitamente viene posta nelle sale d’aspetto di pediatri e medici, atti a stimolare la curiosità e la fiducia dei piccoli. I doni sono forse i primi rudimenti di un approccio serio al mondo dell’infanzia. Ma non solo con beni materiali si può raggiungere lo scopo. Al momento dell’operazione il dolore resta e le paure vengono di conseguenza giustificate. La Pedodonzia ha avuto il bisogno di dare risposte più concrete.

Ecco allora che l’attenzione e le sperimentazioni si sono spostate proprio nell’ambito delle anestesie, fino al raggiungimento di moderne tecniche narcotiche, come la sedazione cosciente. La somministrazione per via inalatoria di ossigeno ed azoto, porta il paziente ad uno stato di insensibilità, senza però renderlo incosciente. Una sorta di dormi veglia necessario per la collaborazione attiva del malato, ai fini di una corretta risoluzione dell’intervento. Il valore aggiunto è l’assenza di dolore e la semi veglia del paziente.

 

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administratorPedodonzia